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mercoledì, 12/12/2018

Cenni storici

Cenni storici


Origini e vicende della Giustizia Militare in Italia

Le origini dell'istituto della Giustizia Militare risalgono alla legislazione in materia dello Stato sardo, promulgata da Vittorio Emanuele II il 1° ottobre 1850 e rimasta in vigore nei primi anni dello Stato unitario.

Nel periodo precedente, la "magistratura criminale militare" era amministrata, nello stesso Stato, da consigli di guerra di reggimento e di divisione ordinaria o subitanei, da consigli di guerra misti, dall'uditore generale di guerra. La competenza dei vari consigli era fissata in ragione della gravità del reato, della qualità degli imputati nonché dall'esigenza di esemplarità. Commissioni di inchiesta provvedevano alla istruzione dei procedimenti ed al deferimento degli imputati ai consigli di guerra ordinari. Ufficiali in servizio componevano le commissioni ed i consigli e svolgevano presso di essi le funzioni di pubblico ministero. Estensore della sentenza era, invece, un uditore di guerra reggimentale o divisionario, assimilato al grado di ufficiale.

Preposto all'amministrazione della Giustizia Militare era l'uditore generale di guerra, organo creato nel 1582 da Emanuele Filiberto per l'esercizio della giurisdizione militare nello stato sabaudo. La giustizia militare negli stati italiani preunitari era amministrata da collegi militari consimili ai consigli di guerra di cui si è detto.

Il codice penale militare del 1° ottobre 1859 prevedeva la giustizia militare amministrata da commissioni di inchiesta, da tribunali militari territoriali, da tribunali presso truppe e da un tribunale supremo di guerra; quest'ultimo, destinato a conoscere dei ricorsi in nullità contro le sentenze emanate dai tribunali militari, ebbe, nella legislazione di un decennio successiva (Codice penale militare per l'Esercito e Codice penale militare marittimo, entrambi del 28 novembre 1869), la denominazione di tribunale supremo di guerra e di marina e, quindi, dal 1923, la denominazione, durata fino al 1981, di tribunale supremo militare.

I tribunali militari erano composti da sei ufficiali in servizio, compreso il presidente, colonnello o tenente colonnello, e assistiti nella deliberazione da un segretario, estensore della sentenza. L'Ufficio del pubblico ministero presso il tribunale militare era affidato ad un avvocato fiscale militare, facente capo all'avvocato generale militare, che svolgeva le funzioni di pubblico ministero presso il tribunale supremo militare di guerra.

Dal 1859 fino alla prima guerra mondiale si erano avuti, oltre al tribunale supremo, dodici tribunali militari, ciascuno dei quali presso un comando di corpo d'armata, e quattro tribunali militari marittimi, presso altrettanti dipartimenti. Esigenze proprie del periodo bellico determinarono la costituzione: di tribunali di guerra in zona territoriale; di corpo d'armata mobilitato; d'armata, d'indipendenza o di tappa; marittimi; di piazzaforte e infine all'estero, per un totale di oltre cento unità. Allo svolgimento delle attività di tali organi giurisdizionali concorrevano, con il personale della Giustizia Militare, militarizzato nel 1916, magistrati ordinari con assimilazione di grado militare e ufficiali laureati in legge.

Nel 1918, il personale della Giustizia Militare, diviso nelle categorie del servizio attivo permanente e di complemento, entrò a far parte dell'esercito; la figura del segretario estensore fu sostituita, nel collegio giudicante, da un giudice relatore, magistrato militare, con voto deliberativo.

Nel 1923, il numero dei tribunali militari tornò ad essere quello di 12 anteriore alla guerra; il personale della Giustizia Militare cessò di far parte dell'Esercito; venne istituito il ruolo dei cancellieri militari. Nel 1931, la presidenza dei tribunali militari territoriali venne affidata ad un ufficiale generale di brigata. Nello stesso anno nacque la figura del consigliere relatore del tribunale supremo militare per sostituire, in quel supremo collegio, il consigliere di Stato.

Per soddisfare le esigenze della mobilitazione, e rendere immediatamente funzionanti i tribunali militari nell'ipotesi di guerra, fu istituito, con R.D. 28.11.1935, n.2397, convertito nella L. 6.4.1936, n.818, il Corpo degli ufficiali in congedo della Giustizia militare, distinto in tre ruoli: ordinario, di riserva, ausiliario. I primi due sono costituiti sin dal tempo di pace, il terzo soltanto in caso di mobilitazione. Ciascun ruolo è diviso in due categorie: magistrati e cancellieri, la nomina dei quali è stabilita in dettaglio dalla legge istitutiva. Il predetto Corpo fa parte in dettaglio dalla legge pur lasciando intatto, in tempo di pace, al magistrato militare lo stato giuridico civile.

I magistrati e i cancellieri militari che, sino al dicembre 1974 indossavano, in udienza, la grande uniforme del Corpo in congedo degli ufficiali della Giustizia militare, dal gennaio 1975 indossano la toga.

La riforma della Giustizia Militare e la organizzazione attuale

Una profonda riforma dell'ordinamento giudiziario militare di pace si è avuta con la Legge 7.5.1981 n.180, che ha in particolare istituito la Corte militare di appello, ha soppresso, per il tempo di pace, il Tribunale supremo militare, ed ha previsto la competenza per il giudizio di legittimità della Corte di cassazione, presso cui è istituito un Ufficio del Pubblico ministero militare. L'art. 1 della L. 180/1981, inoltre, ha esteso ai magistrati militari le medesime garanzie e le stesse norme di avanzamento previste per la magistratura ordinaria, e la L. 30.12.1988, n.561, ha istituito, come organo di autogoverno, il Consiglio della magistratura militare, composto originariamente dal Primo Presidente della Corte di cassazione, con funzioni di Presidente, da due membri laici (nominati, di concerto, dai Presidenti dei due rami del parlamento), dal Procuratore generale militare presso la Corte di cassazione (membro di diritto) e da cinque magistrati militari (uno dei quali con funzioni di cassazione) eletti da tutti i magistrati militari.

L’art. 2, commi 603-611 della l. 24 dicembre 2007, n. 244 ha soppresso le sedi di Tribunale militare di Torino, La Spezia, Padova, Cagliari, Bari e Palermo, nonché le Sezioni distaccate di Corte militare di appello di Verona e Napoli. Sono pertanto rimasti, rispetto alle previsioni del d.P.R. 14 febbraio 1964, i soli Tribunali militari di Verona, Roma e Napoli, mentre vi sono una unica Corte militare di appello ed un unico Tribunale militare di sorveglianza, con sede in Roma.

La l. 3 agosto 2009, n. 102 ha modificato la composizione del Consiglio della magistratura militare, che è ora costituito da cinque membri: il Primo Presidente della Corte di cassazione, con funzioni di Presidente, un membro laico scelto d’intesa dai Presidenti del Senato e della Camera dei deputati, con funzioni di Vicepresidente, il Procuratore generale militare presso la Corte di cassazione e due componenti eletti dai magistrati militari che sono posti fuori ruolo per la durata del mandato.

Attualmente le norme in materia di ordinamento giudiziario militare, Consiglio della magistratura militare, disciplina del concorso in magistratura militare e ordinamento penitenziario militare sono inserite nel Codice dell’ordinamento militare, approvato con d. lgs. 15 marzo 2010, n. 66, Libro I, Titolo III, capo VI, artt. 52 – 86.


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